martedì, dicembre 23, 2014
venerdì, dicembre 19, 2014
PETROLEUM
PREVAL RICCO DI SPERANZE
Dall’agriturismo giro a destra e sono su asfalto in direzione del centro ippico, mamma mia corro che sembro a un passo dal trapasso. E meno male che la giornata era programmata per un defaticamento. Boh, l’età è spietata e il fisico la segue.Il Circolo Ippico Preval, si trova a Mossa (Gorizia) a pochi minuti dal centro della città.
E’ immerso nel verde, circondato da dolci colline e vigneti, ed è situato nel cuore del Collio Goriziano.
I grandi paddock, il maneggio coperto, il campo ostacoli sono alcune delle strutture
con le quali il centro garantisce ai suoi clienti e ai loro cavalli ogni genere di comfort e di servizio.
Le strutture del Centro Ippico Preval sono state progettate per accogliere le persone con disabilità. Tra le proposte, inoltre, anche il noleggio di bici, essendo il Circolo Ippico inserito nei percorsi ciclabili di Slow Collio, 25 km di piste su sede riservata e 65 km su strada asfaltata in promiscuo con la viabilità ordinaria: un percorso che include l'intero territorio del Collio Goriziano a partire dalla città di Gorizia, attraversando i comuni di Mossa, S. Floriano, S. Lorenzo Isontino, Capriva, Cormons fino a Dolegna del Collio.
Ma un tempo qui nella piana ci fu anche il sogno dell’oro nero
Nel 1962 si diffuse una ingiustificata ‘psicosi del petrolio’, assurta agli onori delle cronache giornalistiche nazionali e locali, come riporta il quotidiano “Il Piccolo”, nell’edizione di sabato 13 ottobre: “è ormai certo che la pace ritornerà nella tranquilla borgata di Mossa, balzata in questi giorni agli onori della cronaca nazionale in virtù della notizia diramata ai quattro venti della scoperta di un supposto giacimento di petrolio, un liquido oleoso molto simile al petrolio, scoperto dal mugnaio Scorianz in un terreno di sua proprietà”. Le analisi dell’Università di Padova fecero chiarezza: non si trattava di fenomeni legati agli spessi strati torbosi presenti insito, semmai di residui di carburanti sversati nel terreno da depositi della Grande Guerra.
Meglio così o cosa sarebbe stato per le nostre zone e le genti se l'oro nero fosse sgorgato dalle trivellazioni.
To be continued
giovedì, dicembre 18, 2014
NON MOLLARE MAI
FATTI 31860 METRI.
QUASI 32 KM.
RAPPORTI AGILI E VIA ANDARE.
DOLORI SOPRA AL GINOCCHIO IN SALITA MA SOPPORTABILI.
AL RIENTRO, PER LA POSIZIONE ASSUNTA SULLA SELLA PIUTTOSTO ARRETRATA, DOLORI MOLTO FORTI AI BICIPITI FEMORALI
martedì, dicembre 16, 2014
venerdì, dicembre 12, 2014
I MULINI DEL PREVAL
VIVERE IL PREVAL
Attraversato l’incrocio all’altezza del laghetto
Un tempo quando esistevano i confini con la Jugoslavia prima e Slovenia poi , con tanto di controlli dei documenti sia personali che dei mezzi di trasporto, tema molto ben sviluppato nel libro “Gorizia-Nova Gorica Niente da dichiarare” di Roberto Covaz, qui praticamente transitavano giornalmente 60 automobili forse anche meno, adesso che è tutto libero almeno 200. Pare New York nelle ore di punta. Tant'è che all'incrocio del laghetto spesso ci si deve fermare al cartello dare la precedenza.
Dove andremo a finire.
Torno su eco-asfalto e mi rendo conto che oggi non ho incrociato nessuno né contadini né cacciatori e neanche animali.
Una giornata da asceta.
Proseguo la corsa in direzione di un agriturismo, oggi è una delle pochissime attività , tolte quelle esclusivamente agricole , funzionanti nella ex palude. Ma un tempo era diverso.
Mentre nella cerchia collinare le case sono raggruppate in ridenti e popolosi paeselli, o sparse un po’ dappertutto tra belle vigne e i frutteti, la vasta piana del Preval è deserta, giallastra per la canna palustre che in parte la invade, verde smeraldo nel restante della superficie occupata dal prato umido spesso grigiastra per il fango depositato dalle brentane . Le piene impetuose del Versa, i ristagni permanenti d’acqua, le nebbie malsane durante buona parte dell’anno e la impossibilità di sfruttare il terreno in modo differente dal prato stabile, non hanno permesso
agli agricoltori di prendervi stabile dimora. Tra la bellezza e la fertilità della plaga coltivata in modo intensivo e intelligente dagli agricoltori del Collio, il Preval rappresenta una incongruenza e un enorme danno economico
Lungo il bacino idrografico del Versa, che incide in vario modo pure il Preval, hanno funzionato nel tempo diversi mulini: tre sul torrente Oblino, tra gli abitati di Bigliana e Medana, e dieci sul Versa stesso. In particolare, il mulino di Mossa (di proprietà di Natale Toros di Michele) era ubicato poco a valle della Chiesa di San Marco in Preval, a ridosso della confluenza col Barbacina, e le due ruote venivano spinte da una roggia di portata modesta e precaria, derivata in sinistra. Tale precarietà di portate fluenti trova riscontro nei registri catastali del 1824, che evidenziano quanto il regime torrentizio del corso d’acqua condizionasse l’attività molitoria: “ per mancanza d’acqua appena tre parti dell’anno si può macinare”.
To be continued.
mercoledì, dicembre 10, 2014
DALL'AGENZIA ANSA ARRIVA IL COMUNICATO CHE I BOOKMAKERS PREVEDONO QUESTI DUE FIGURI COME PAPABILI ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA.
SIAMO A POSTO COSI' GRAZIE.
SIAMO A POSTO COSI' GRAZIE.
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lunedì, dicembre 08, 2014
giovedì, dicembre 04, 2014
Chiesa - Cerkev - Kirche - Glesie Santa Maria dei popoli del Preval
UN VIDEO CHE METTE BEN IN EVIDENZA COM'ERA PRIMA DELLA RICOSTRUZIONE.
Un grazie all'autore dell'opera il sig. Romeo Trevisan
Un grazie all'autore dell'opera il sig. Romeo Trevisan
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martedì, dicembre 02, 2014
PREVAL
IL RIFUGIO DEGLI ORSI
Ora
mi trovo su un lungo rettilineo dove i runner corrono lontani dallo
smog delle città, le famiglie portano i bambini con le loro
biciclettine e passeggini e dove gli anziani camminano e ricordano
le cose piacevoli della vita , in un primo momento si costeggia il torrente Barbucina che poi confluisce nel Versa entrambi imbrigliati nei canali irrigui che
bonificarono questa conca paludosa.
La
progettazione generale della bonifica , redatta il 1 luglio 1930 dall’ing. Lionello
Ferrari di Udine, venne articolata
su otto lotti esecutivi, avviati nel 1931 e completati nel 1965. Il
territorio consorziale di 1.290 ettari risultò suddiviso tra i
comuni di Capriva, Cormons, Lucinico,Medana, Mossa, San Floriano del
Collio e San Martino di Quisca, ora ridotti a 1.109 ettari, per
effetto dei riconfinamenti conseguenti alla stipula del Trattato di
pace del 10 febbraio 1947.
Qui
nella piana del Preval, un luogo sempre uguale nella sua diversità.
Il
Preval è un’ampia depressione intracollinare a circa 55 metri sul
livello del mare, un po’ ondulata
e
leggermente degradante, che si apre ai piedi della cerchia
meridionale del Collio sloveno,
a
ridosso di San Foriano, Cerò di Sotto, Vipulzano, Castelletto Zeglo,
Plessiva, circoscritta a sud
dagli
abitati di Lucinico, Mossa, Capriva, Russiz di Sotto e Subida La
piana si estende per circa
5
km in lunghezza e 2 in larghezza (in parte oltre il confine sloveno).
Un
posto dove sto bene, forse un rifugio per gli orsi.
La storia ci racconta infatti che sulle
colline del circondario aveva trovato il suo riparo dagli umani un ex
ufficiale Croato Alexandar Kuftic superstite della guerra che
sconvolse i Balcani e soprannominato Tarzan ,dagli abitanti e dagli
agenti delle forze dell'ordine che spesso avevano a che fare con
lui, proprio per la vita da selvaggio che conduceva cibandosi di
prodotti trovati in natura e di ciò che ricavava dai piccoli furti
nelle case e nelle aie dei contadini.
Un uomo che probabilmente dopo averne
passate di tutti i colori si era rifugiato in una dimensione ai più
strana ma comprensibile.
Lo
trovarono morto di morte naturale nella soffitta di una chiesa a
Gorizia nell'aprile del 2012 a 58 anni. Nessuno dei parenti si è
fece avanti per riportare la salma in Croazia.
Personaggio
scomodo il Kuftic , un orso.
Negli USA gli avrebbero già dedicato un film.
To be continued.
Negli USA gli avrebbero già dedicato un film.
To be continued.
domenica, novembre 30, 2014
venerdì, novembre 28, 2014
PIANA DEL PREVAL
BREATHLESS
Arrivo al solito parcheggio mi guardo
attorno non c'è anima viva e ciò non mi dispiace, anzi.
La temperatura è fresca ma non troppo
per essere già la fine di novembre e non piove.
La corsa oggi prevede un impegno
piuttosto blando. Meglio, così potrò pensare ai fatti miei senza
l'assillo dei kilometri o del tempo, anzi non pensare a nulla
sarebbe ancora più appagante.
Correre nello stato del Nirvana, su una
nuvola, che non è il cloud di internet.
Mi cambio in velocità e dopo una breve
corsetta e un finto stretching, ho un' età che non mi permette
esagerazioni, parto e schiaccio lo start del cronometro. Corro come
al solito da solo perchè lo faccio esclusivamente se ne ho voglia,
senza coinvolgere altre persone, sono un orso.
L'inizio è sempre difficile. Il
respiro non si sincronizza con le pulsazioni del cuore se non dopo
almeno un kilometro. L' organismo tenta di trovare un suo equilibrio
e nel durante cerco le sensazioni migliori, intanto osservo il
paesaggio. Non utilizzo nessun ammennicolo pseudo utile neanche il
cardiofrequenzimetro che rimane a casa depositato nella sua bella
custodia.
Corro in direzione del Preval e mi
guardo attorno, magari sbuca qualche animale preso alla sprovvista
al mio passaggio. Spesso i caprioli fuggono con gran trambusto e la
loro abitudine suicida di fermarsi per un ultimo sguardo in
direzione del pericolo quando ritengono di averlo scampato.
Guardo l'eco-asfalto che ha ricoperto
le vecchie strade in terra battuta, rendendole dei biliardi ma che ai
lati presentano ancora delle buche e avvallamenti, delle vere e
proprie trappole per le caviglie sempre pronte a colpire.
Sono sul rettilineo che con
impercettibile pendenza in discesa mi porta all'incrocio
con la strada del vino e delle ciliege.
Faccio molta attenzione
all'attraversamento dell'incrocio e imbocco la stradina che passa
accanto alla chiesetta di campagna un tempo dedicata a S. Marco ora a
Santa Maria Regina di tutti i popoli.
Osservo il ponticello dopo il quale
svolterò a destra , assorto nei miei pensieri amplificati dalla
solitudine e annebbiati dalla fatica.
Al passaggio di fronte la chiesetta un
rintocco della campana mi fa trasalire, non me l'aspettavo.
Dopo aver imprecato fuori e dentro di
me la guardo e mi ricordo quando da piccolo la chiesetta era distrutta e
mentre mio padre raccoglieva qualche pianta commestibile io mi
aggiravo tra i ruderi nella speranza di trovare chissà che.
Ora mi vengono alla mente delle storie
raccontate e tramandate a memoria su fatti non proprio piacevoli
compiuti in quel sito.
Si tratta di esecuzioni di fascisti da
parte dei partigiani durante il secondo conflitto mondiale.
Tanto si narrava che la chiesa fu
distrutta per far sparire le tracce di questi episodi non proprio
edificanti. Mi ricordo anche la circospezione di chi raccontava
questi eventi, come se il timore di ritorsioni fosse ancora presente
anche dopo tanti anni.
La versione storica ufficiale invece
parla della distruzione da parte dei Cetnici ,soldati Serbi alleati
dei Tedeschi, accampati nel Preval quando erano in fuga per l'arrivo dei partigiani titini da un lato e
degli inglesi dall'altro.
La storia però la scrivono i vincitori
e molte volte lo fanno come meglio credono.
to be continued.
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