EFFETTO FISCAL CLIFF
CARA AMERICA SIAMO TUTTI
SULL'ORLO DEL BARATRO!
I mercati europei non hanno festeggiato la riconferma di Barack Obama alla
Casa Bianca e hanno archiviato la seduta in rosso, preoccupati per la tenuta
economica della Germania finora percepita come il motore della crescita
dell'Eurozona. Il Ftse Mib ha perso il
2,5% a 15.291 punti, il Cac40 l'1,99% a
3.409 punti, il Dax l'1,96% a 7.232 punti il Ftse 100 l'1,58% a 5.791 punti e
infine l’Ibex il 2,26% a 7.660 punti.
La produzione industriale tedesca
a settembre è diminuita dell'1,8% a livello mensile (-0,6% mese su mese il
consenso) e dell'1,2% su base tendenziale. Il dato va ad aggiungersi al calo
allarmante della produzione industriale in Spagna scesa del 7% a livello
tendenziale. Il taglio sulle stime di crescita dell'Unione Europea e le parole
del numero uno della Bce, Mario Draghi, che ha riconosciuto per la prima volta
che la crisi del debito sta colpendo anche Berlino, non hanno fatto altro che
peggiorare il sentiment.
Oltreoceano i listini Usa sono tutti in
territorio negativo: il Dow Jones cede il 2,48%, il Nasdaq il 2,56%, l’S&P
500 il 2,53%. L’euro è a 1,2759 sul biglietto verde. I problemi legati al fiscal
cliff hanno rovinato la festa a Obama, al quale l’agenzia di rating Fitch chiede
di muoversi rapidamente per scongiurare questo provvedimento che minaccia la
ripresa e il rating tripla-A.
Sul versante obbligazionario i rendimenti
dei titoli decennali italiani sono saliti rispetto a ieri in attesa del voto del
Parlamento in Grecia sulle misure di austerità: lo spread tra Btp e Bund
tedeschi si è portato in chiusura a 353 punti base, mentre il differenziale
spagnolo a 431 unti base. Questa mattina la Germania ha collocato 3,3 miliardi
di euro di bond con scadenza quinquennale, con tassi allo 0,42%, al di sotto
dello 0,53% dell'ultima asta di ottobre. La domanda è stata 1,5 volte
l'offerta.
A Piazza Affari solo
Autogrill
si è salvato sul listino principale e ha spuntato un +0,3% a 8,335 euro. Per
tutti gli altri titoli piovono segni meno, ma è
Fiat
che ha incassato la peggiore performance con un calo del 6,65% a 3,51 euro dopo
che
Deutsche
Bank ne ha tagliato il rating a sell. Non da meno
Stm
e
Mediaset,
che hanno perso rispettivamente il 6,3% a 4,404 euro e il 3,62% a 1,305 euro e
tutte le banche:
Unicredit
ha lasciato sul terreno il 4,33% a 3,406 euro, Bper il 4,77% a 4,396 euro,
Bpm
il 4,38% a 0,4078 euro,
Banco
Popolare il 3,46% a 1,199 euro,
Mediolanum
il 3,24% a 3,764 euro,
Intesa
il 3,35% a 1,212 euro.
Male anche
Terna
(-1,18% a 2,842 euro), malgrado Kepler abbia confermato la raccomandazione buy e
il target price a 3,2 euro in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali
prevista per domani. Secondo gli esperti i risultati saranno in crescita grazie
ai business regolati. Per il trimestre si aspettano un ebitda a 355 milioni di
euro (+6,7% anno su anno) e un utile netto a 120 milioni (-14 milioni il
risultato nello stesso periodo del 2011 per via dell'impatto della Robin Hood
Tax). Per Kepler il cda potrebbe annunciare un dividendo interim da 0,07 euro.
Fuori dal Ftse Mib in luce
Beni
Stabili (+3,57% a 0,4268 euro) che ha chiuso il terzo trimestre 2012 con un
utile netto di 12,8 milioni, in crescita rispetto ai 2,5 milioni dello stesso
periodo 2011.