venerdì, dicembre 16, 2022


 Mi conoscono per uno scherzoso, ironico quanto basta, pronto alla battuta, amante dell'umorismo alla Woody Allen piuttosto che alla Banfi per capirci. Notano spesso anche un mio comportamento che viene scambiato per superficialità, invece  altro non è che cercare di alleggerire situazioni che reputo portare a incombenze di cui posso farne a meno, senza però arrecare danno a nessuno, o che per esperienza ho già visto cosa comportano, solitamente rogne.

Ma sono così davvero? Spesso me lo chiedo guardando dalla finestra la pioggia sul prato dietro casa. Ascoltando Joni Mitchell i pensieri corrono veloci. La tristezza ha il sopravvento ma mi rincuora il fatto di aver avuto la fortuna di poter ridere tanto. Da bambino si ride per ogni cosa è tutto così facile. Crescendo poi con gli amici riuniti nel nostro caso al Barrows club, una infima cantina con lucchetto a combinazione 367, dove ci si incontrava per ascoltare musica,fumare, iniziare relazioni e ridere a tutto spiano. In osteria a mangiare il panino di vienna e la birretta, cantando la sigla del cartone animato Heidi a tutta voce tra risate e bevute. In gruppo al palazzetto dello sport per la partita di basket e poi al bar o pizzeria a discutere del match appena concluso. Poi l'esperienza della radio, che fatta per alcuni anni mi ha dato degli spunti sul genere umano che sembravano sceneggiature scritte per un film comico naturalmente.

L'umorismo l'ho trovato fondamentale per superare insicurezze e paure. Se usato bene ti permette di colpire nel segno senza essere incolpato di risultare troppo duro o addirittura spietato. In molti casi non viene capito. Pazienza ce ne faremo una ragione. E l'autoironia dove la mettiamo,. Ridere di sé è fondamentale. L'ironia rende leggeri anche i momenti più difficili. E' una medicina. 

C'è un racconto che fa capire come ci si difende da tutto anche nei momenti più tragici.

Due signore si incontrano e una dice all'altra:

Ciao Maria, quanto tempo, come stai?

Ciao Carla, io bene ma purtroppo la settimana scorsa è morto mio marito.

Oh mio Dio! E' morto Franco! Mi dispiace tantissimo, proprio tanto tanto. E scusami qual'è stata la causa?

La causa principale è stato un raffreddore.

Ah beh! Niente di grave allora.



sabato, dicembre 10, 2022


Il Montasio 

L’esperienza di Julius Kugy , qui sotto riportata, l’abbiamo provata in tantissimi con tutti i più comuni mezzi di trasporto. Ci siamo passati anche più volte al giorno , anche se è al pomeriggio-sera di una bella giornata di sole che il Montasio da questo lato dà il meglio di sé, e la montagna ha sempre attratto il nostro sguardo.

Da alcuni anni, da quando la vecchia linea ferroviaria è diventata una ciclabile, la bellissima ciclabile Alpe- Adria, a Dogna una sosta ,magari di pochi secondi, è obbligatoria. Sono uno che pedala con lo sguardo rivolto all’asfalto o al terreno ma in questo caso non posso perdere l’occasione per ammirare il Cervino delle Giulie.


Ecco la descrizione di Kugy:


"Ed ora diamo un’occhiata al Montasio come lo vedono i mille e mille viaggiatori che scendono a Venezia, quando passata Pontebba , si apre a sinistra la Val Dogna. Dopo la stazione di Dogna, il treno esce dalla galleria e imbocca rombando il celebre viadotto. Le quinte di roccia si aprono e un solo colpo d’occhio abbraccia i 2200 metri del lato ovest del Montasio.

E’ un fianco stretto, ma quanta bellezza abbagliante v’è riunita!

Abbiamo davanti a noi una costruzione dolomitica che ha la forma arditissima, simile alle corna d’un cervo (donde il nome), del monte Cervino, come appare dalla parte italiana. Se il tempo è bello e il titano, incoronato dalla doppia vetta, s’eleva libero e altero, con riflessi d’ocra e rossicci, tra le nuvole bianche, si può dire d’aver visto il quadro più affascinante e meraviglioso delle Giulie.

Tutti si precipitano ai finestrini.Cos’è? Ma già arrivano le rocce da sud, il treno rientra fragoroso nelle gallerie, e il titano di Dogna è scomparso per sempre.

Ma noi, che siamo balzati di gioia, noi abbiamo visto ogni cosa."


Le Alpi Giulie - Julius Kugy.

P.S. in rete trovate diverse cartoline in bianco e nero con la veduta qui descritta.

Jof del Montasio (2754 metri) visto da Dogna

lunedì, dicembre 05, 2022


Pensare o belare.

E' lo specchio dei tempi. Una situazione che riscontriamo ogni giorno. Un tuo pensiero non proprio allineato con i più e subito vieni etichettato non come persona pensante ma : strano, sovversivo, attacca brighe, ignorante , appartenente a una determinata parte politica notoriamente senza cultura, non capace di intendere e convinto che il mainstream esista veramente. Si potrebbe continuare l'elenco ma preferisco fermarlo qui.

Il video qui sopra  può aprire gli occhi , o forse no, su come si tende il comportarmento nel quotidiano senza accorgersi del conformismo imperante e poco  aperto a un pensiero più profondo e più attento alla propria personalità.

Disquisendo con un amico sulle tecniche dello sci di fondo siamo entrati sull'argomento dell'evoluzione dello skating partendo dal primo utilizzatore il finlandese Siitonen,  passando a chi comprese, perfezionò e sfruttò appieno questa tecnica che gli permise di aggiudicarsi la coppa del mondo fu lo statunitense Bill Koch.

Avesse belato come tutti gli altri probabilmente lo si trovava nel gregge, magari nelle primissime posizioni senza fantasia ,solo forza e resistenza. 


giovedì, dicembre 01, 2022


Adolf sembrava contento, Alex seccato. Faceva freddo,il cielo sopra il Montasio si era spezzato in due grandi fasce:una blu oltremare,l'altra quasi nera, stracciata dal vento.Arrivarono in cima ansando, dopo aver salutato una coppia di triestini che stava scendendo stretta alla roccia. Si sedettero sulla pietra, rimasero in silenzio perchè non avevano nulla da dirsi, tolsero dagli zaini panini ripieni di frittata e di salame ungherese. Adolf offrì un pezzo di cioccolato e il thermos con il tè, Alex le sigarette, Adolf sorrise,fece di no con la testa ma l'aria che gli entrava nei polmoni era così tagliente che accettò e il fumo lo fece tossire e lacrimare e allora si tolse gli occhiali li infilò nel taschino della giacca a vento e chiese all'amico di fotografarlo. Alex rimase sorpreso, era una richiesta inconsueta: Adolf si mise in posa su una roccia, un pò rigido, gli occhi serrati lievemente per dominare la miopia.Lo spettacolo tutto intorno sembrava una scena teatrale. "Sorridi".

"Sto sorridendo", ma era una bugia. Alex continuò a fotografare le montagne inzuppate nella nebbia.Ad un certo punto scomparve. Adolf allora si avvicinò al burrone.Da lassù il mondo sembrava ribaltato: la sensazione di uno spazio scavato in basso come nella picchiata dell'aereo decollato dal campo d'aviazione di Merna, in primavera,per sorvolare il castello e la vena dell'Isonzo, serpente argento disteso nella pianura fino al mare. Lievità d'angoscia in lotta contro ogni legge fisica. A far paura è l'atterraggio. 

Adolf si arrese, si lasciò scivolare e sentì all'improvviso le nuvole sbattere contro le rocce come barattoli di latta vuoti. Lo cercarono tutto il pomeriggio, fino a tarda notte, e un alpino il mattino di lunedì lo trovò, fagotto addormentato, su una cengia stretta come le labbra di Isabel, cento metri più sotto-

Tratto da "L'albergo sul confine" di Roberto Joos.

Non ho vissuto direttamente una scena del genere, ma mi è accaduto di parlare con un conoscente che una bella mattina di sole si accingeva a salire la cima del Tricorno, montagna simbolo della Slovenia, per non ridiscendervi sulle proprie gambe. Mi sono rimasti nella mente troppi pensieri, tutti giusti o sbagliati.


lunedì, novembre 28, 2022


Due australiani affrontano mille avventure nel loro girovagare per il mondo in sella alle loro moto.
In questi video ci sono chiare evidenze della realtà umana , la più variegata, strana, amichevole o sospettosa, ma solo in pochissime occasioni ostile.
Sono solo eventualmente dei pregiudizi che possono creare delle difficoltà nei contatti, ma che se superati portano a buoni rapporti talvolta durevoli nel tempo.
I problemi maggiori rimangono inevitabilmente quelli meccanici. Questi però hanno un lato più che positivo, infatti insegnano a non piangersi addosso ma a reagire perchè magari anche grazie ad un aiuto inaspettato se ne esce. PIU' FORTI DI PRIMA.

venerdì, novembre 25, 2022

Siamo sempre di fretta. Il tempo ci è nemico. Le ore scorrono e noi con loro.

Fermiamoci un momento e godiamoci le piccole cose che le giornate, anche quelle che sembrano noiose e non finire mai, possono offrire.

Un mio amico filosofo, mi porta sempre l'esempio, mi dice:" l'uomo crede che la vita sia una continua salita impervia che lo porta verso quella montagna altissima, e che la sua fine sia lassù in alto sulla cima.

Niente di più sbagliato. La vita è una continua discesa, e a una velocità che ti porta alla base di quella montagna in men che non  si dica e dove ci sei già quasi arrivato.E' lì che si ferma il gioco."

E allora goditi il momento, fai quello che ti piace e non rimandare quello che puoi fare oggi. Contatta gli amici e le persone che ti fanno stare bene. Passa il tempo con loro e sii generoso.

Fai attenzione ci sono milioni di persone che ti ostacoleranno, Televisioni, giornali e internet giocano a tuo sfavore. Non dare troppo peso alle notizie allarmistiche che ti inviano senza soluzione di continuità. Reagisci in modo freddo, nessun panico, non fare il loro gioco. Vivi al meglio.



 

martedì, novembre 22, 2022

 DOPO QUATTRO LUNGHI ANNI...FRANCO IS BACK!!!

Ritorno sul blog.

Lo faccio per tenere viva la pagina che è nata molto prima della mia iscrizione a FB.

Non sarà un appuntamento quotidiano, ma più probabilmente settimanale e sempre su argomenti easy.

Tutto dipenderà da cosa catturerà la mia attenzione nelle varie situazioni.

Grazie e saluti

Franco


lunedì, novembre 12, 2018

L'immagine può contenere: 7 persone, persone che sorridono, persone in piedi

Quanto tempo è trascorso... il grande e purtroppo scomparso prematuramente Desio Flebus con la casacca della Patriarca nella palestra dell'UGG. Il sottoscritto in piedi in alto a destra con maglia chiara. Avevo 15 anni.

giovedì, agosto 09, 2018

Risultati immagini per scicli

Quest'anno le ferie le abbiamo trascorse per la maggior  parte delle giornate in Sicilia. La moto ha retto benissimo calcolando che l'Italia l'abbiamo fatta tutta , più i chilometri sull'isola in totale circa 3500.
Il rientro , invece, traghetto da Palermo a Livorno. Una veduta spettacolare di Scicli.

martedì, giugno 05, 2018

Risultati immagini per kemo ke r5

Ogni giorno una bella biciclettata a ritmi per niente blandi. Devo anche rendermi conto che gli anni sono trascorsi e il momento di rallentare è venuto già da un po'.... 

lunedì, maggio 21, 2018

MA QUANTI ANNI SONO PASSATI..... ERA IL 1980 ED ERO MILITARE !!! BEI TEMPI !!!

domenica, maggio 06, 2018

Cozze alla marinara

Detto fra noi potevo anche evitare la cena con  l'impepata di cozze , ma perchè rinunciare a questo piatto della cucina napoletana quando mi trovo proprio lì, nella bellissima Napoli.
Solo per il fatto che da cinque giorni scarico acqua dal corpo in modo anomalo??? Beh! Finirà e la prossima volta repete!!!!

domenica, marzo 04, 2018





Tanta neve ... Passo Pramollo verso il monte Corona