venerdì, gennaio 03, 2014


PARLIAMO DI NOI. ECCO LE STATISTICHE DELLE ANNATE 2012 E 2013 CON I DATI RELATIVI AI CONTATTI SUDDIVISI PER NAZIONI.

Anno 2012

Italia 5197
Stati Uniti 1070
Federazione Russa 421
Germania 400
Paesi Bassi 118
Francia 27
Regno Unito 26
Singapore 26
Ucraina 22
Giappone 20



anno 2013


Italia 6237
Stati Uniti 1462
Federazione Russa 627
Germania 575
Paesi Bassi 125
Regno Unito 74
Ucraina 67
Francia 34
Singapore 32
Serbia
22
ci hanno abbandonato i Giapponesi sono arrivati i Serbi. Evviva la pljeskavica.

mercoledì, gennaio 01, 2014



AUGURO A TUTTI UN SERENO 2014.
 

domenica, dicembre 29, 2013




DAKAR 2014

 
ANCHE QUEST'ANNO E CON NOTEVOLE SFORZO DI PERSONE E MEZZI SEGUIREMO LA DAKAR.
 
Il pilota di punta della spedizione italiana è il 38enne Alessandro Botturi, nella foto, alla sua terza Dakar: nel 2012 chiuse ottavo, guadagnandosi il titolo di miglior esordiente, mentre l’anno scorso fu costretto al ritiro alla tredicesima tappa.
La partenza è prevista per il giorno 5 gennaio 2014 e il blog per la prima settimana non seguirà costantemente la gara, ma dalla seconda settimana fino al termine ci sarà ogni sera l'aggiornamento dedicato alla tappa di giornata.
BUONA VISIONE.

sabato, dicembre 28, 2013

LA BUGIA DELLE RENDITE FINANZIARIE TASSATE A LIVELLI MOLTO BASSI NEL BEL PAESE.
FACCIAMO UN ESEMPIO CON L'INVESTIMENTO DI 100000,00 €URO IN UN ANNO.

Scorrendo le offerte delle banche italiane, scoprite che i depositi vincolati ad un anno oscillano oggi intorno al 2% di rendimento. Questo passa il convento, poco da fare e da dire. E va ancora bene che, al momento, si tratti di rendimento reale (cioè al netto dell’inflazione) ancora positivo. Va bene al risparmiatore, s’intende. Per il debitore il discorso è lievemente diverso. Ovviamente, inferire che il rendimento reale è positivo è un’ipotesi pure sbilenca, visto che non sappiamo a quanto ammonterà l’inflazione cumulata nei prossimi dodici mesi. E’ in effetti da strabici confrontare il tasso d’inflazione tendenziale (che misura l’inflazione degli ultimi 12 mesi), con l’interesse che ci sarà corrisposto un anno da oggi. Ma non sottilizziamo, le tradizioni serviranno pure a qualcosa, no?
Al termine dell’anno di durata del vostro investimento, l’interesse lordo sarà di 2.000 euro. A questa somma bisogna togliere l’imposta sostitutiva del 20%, e dovreste essere grati ai numi protettori dei rentier, visto che l’ipotesi di portare l’aliquota al 22% è nel frattempo stata accantonata da governo e parlamento. Quindi il vostro interesse monetario netto scende a 1.600 euro.
Ma anche no, visto che bisogna pagare la patrimonialina del 2 per mille sul valore del deposito. Sono altri 200 euro (sarebbero di più se l’interesse vi fosse stato immediatamente accreditato in conto, ma non sottilizziamo). Quindi, facendo i conti del salumiere (con rispetto parlando per i salumieri), scopriamo che il nostro interesse netto, al netto della patrimoniale, scende a 1.400 euro. Prima che qualche prestigioso accademico levi il ditino e vi faccia presente che non è correttissimo sommare un’imposizione patrimoniale (cioè sul capitale) a quella sui proventi del capitale, rispondete che si tratta comunque di soldi che vi verranno asportati dal conto al termine dell’anno di investimento.
Alla fine, sempre in modalità salumiere, scoprite che di quel 2% di interesse sul conto di deposito, vi è stato amputato il 30%. Trenta per cento. A questo punto, preso atto che siete a tutti gli effetti divenuti parte di quel “gruppo di pressione” che vive di rendite finanziarie e che ostruisce il raggiungimento della felicità dei poveri lavoratori (categoria alla quale appartenete anche voi, con alta probabilità, ma sono granelli di polvere nel Grande Fiume della Storia), dovreste comunque essere soddisfatti perché questa vostra esperienza vi titola implicitamente ad argomentare colpendo vigorosamente mediante suola delle calzature il posteriore del prossimo politico o sindacalista che dirà che “il lavoro è tassato come minimo al 23%, le rendite finanziarie al 20%, non è giusto”.
Potreste premettere che manco quello era vero, visto che la prima aliquota marginale Irpef (quella del 23%) implica un’aliquota media intorno al 17-18%, ma sono sottigliezze. Volendo, potreste pure argomentare che, giunti a questo punto, meglio sarebbe mettere i proventi delle attività finanziarie in dichiarazione dei redditi, tassati ad aliquota marginale dopo applicazione di una franchigia che tuteli i piccoli risparmiatori.
Comunque vogliate argomentare, cari rentier, sappiate che questo è solo l’inizio, per voi non ci sarà scampo. Trovata la via della tassazione del risparmio, in un paese come l’Italia, la strada è tutta in discesa. Come le consistenze del risparmio medesimo, in un paese sempre più vecchio ed in crisi esistenziale. E’ l’era della Grande Compensazione tra debito pubblico e ricchezza privata, bellezza, e tu non puoi farci niente. Niente.
Ed ora, accendete la televisione: c’è l’ultimo talk show politico, in cui l’anchor prende le misure al politico di turno con la domanda del sempreverde gioco di società italiano: “ma lei, ad esempio, è favorevole ad una patrimoniale?“

Tratto da Phastidio.net

sabato, dicembre 21, 2013

Test: Toyota Yaris 1,4-l-D-4D



VISTO IL TEST PRECISO E PUNTUALE SIAMO CORSI IN CONCESSIONARIA, IL GENTILISSIMO SIGNOR LUCA CI HA DATO ULTERIORI DELUCIDAZIONI E ....
COMPRATA !!! 




mercoledì, dicembre 18, 2013

The Rolling Stones - Gimme Shelter (Live) - OFFICIAL PROMO






TANTI AUGURI A Mr. KEITH RICHARDS NEL GIORNO DEL SUO

SETTANTESIMO COMPLEANNO.

PER UNO DATO GIA' PER MORTO NEGLI ANNI SESSANTA NON E' NIENTE MALE


K.R. : NON HO PROBLEMI CON LA DROGA....LI HO CON LA POLIZIA!!!!






giovedì, dicembre 12, 2013

UN MITO CHE NON TRAMONTA....BRRRRR....NA NA NA  BRRRRRR......NA NA NA YEAH.

ATTENZIONE I BANDITI HANNO PARLATO !!!

DAL 2014 PARTIRA' IL PROGETTO DI CO-GESTIONE DI POSTE ITALIANE.
IN DUE PAROLE ,SI DARA' LA POSSIBILITA' AI LAVORATORI DI PARTECIPARE ALLE SCELTE AZIENDALI E DI DECIDERE DELLE STRATEGIE.
SEMBRA UNA COSA BUONA , LA ATTUANO DA ANNI IN GERMANIA PERCHE' NON DOVREBBE ANDARE BENE ANCHE QUI.
1) NON SIAMO TEDESCHI ( GLI SCANDALI DI CORRUZIONE IN VOLKSWAGEN SONO STATI SCOPERTI E NON SONO STATI INDOLORI) QUI GLI SCANDALI VERREBBERO INSABBIATI.
2) I SINDACATI SPINGONO PERCHE' SI ATTUI LA CO-GESTIONE MA LORO FAREBBERO LA PARTE DEL LEONE IN AZIENDA PER I LORO INTERESSI.
3) I LAVORATORI IN LINEA TEORICA POTREBBERO OTTENERE DEI BENEFICI IN CASO DI UTILI ( POSTE ITALIANE CHIUDE IL BILANCIO CON UTILI GIA' DA SETTE ANNI , VUOI VEDERE CHE DAL PROSSIMO NON SUCCEDERA'?)
4 ) I LAVORATORI SI RITROVERANNO DELLE AZIONI SOCIETARIE IN BUSTA PAGA INVECE DEL VILE DENARO E RETRIBUZIONI CALMIERATE.
5 ) L'AZIENDA CHE SULLE SPALLE DI CHI LAVORA HA OTTENUTO I RISULTATI CHE SECONDO LE STATISTICHE LA RENDONO LA PIU' APPETIBILE TRA I NEO LAUREATI ITALIANI,UNA DELLE CENTO AZIENDE PIU' DINAMICHE AL MONDO E PRIMA IN EUROPA PER LIVELLO DI CUSTUMER SATISFACTION FARA' DA BANCOMAT PER QUELLE REALTA' ETERNAMENTE IN PERDITA (VEDI ALITALIA E FERROVIE DELLO STATO)
E ALLORA DICIAMO....
NO GRAZIE!!!!

Mr Letta e compagni di merenda basta , fine , stop!!! E' finita!!!


domenica, dicembre 01, 2013

SONO TUTTI IN STATO DI FRENESIA PER LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE.
IL PARLAMENTO EUROPEO DA' LAVORO A MOLTI PERSONAGGI CHE ALTRIMENTI ANDREBBERO IN GIRO PER LE STRADE PER DELINQUERE.
IN QUEST' OTTICA SI POTREBBE ANCHE ESSERE FAVOREVOLI AL MANTENIMENTO DELL'INUTILE CARROZZONE. INVECE ABBIAMO LE SCATOLE PIENE E  IL PRIMO PASSO SARA' UN FORTE MESSAGGIO AI NOSTRI CANDIDATI PER INFORMARLI CHE NON C'E' PIU' TRIPPA PER GATTI!!!

mercoledì, novembre 27, 2013


GIORNATA STORICA STOP
ELIMINATO IL GIAGUARO STOP
ORA MANCA SOLO L'ALTRA BESTIA STOP
CI PENSA MAGISTRATURA AMICA STOP DOPO PD PRONTO PER ELEZIONI STOP QUASI SICURI VITTORIA STOP

domenica, novembre 24, 2013

BENE , BENE ADESSO ASPETTIAMO L'ASSESTAMENTO CHE CON IL FREDDO PREVISTO PER I PROSSIMI GIORNI RALLENTERA' UN PO' IL PROCESSO, MA SE NON ALTRO LA NEVE NON SI SCIOGLIERA'.

venerdì, novembre 08, 2013

martedì, novembre 05, 2013



Ieri il ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, parlando della situazione di Alitalia, ha dichiarato a Rai RadioUno:
«In caso di esuberi nella partita Alitalia saranno messi in campo una serie di meccanismi e di ammortizzatori sociali. Ora staremo a vedere cosa è previsto esattamente, ma non mi pare sia mai capitato che una grande impresa chiuda un pezzo della sua attività senza che ci sia un aiuto anche da parte dello Stato in modo tale da non creare drammi sociali»
Beh, no, in effetti. Ad esempio si può pensare a scivoli di sette anni, tra cassa integrazione straordinaria e mobilità lunga, che potrebbero pure essere prorogati e diventare un bel decennio tondo tondo. Il tempo vola, quando c’è un welfare patologico e per pochi intimi che ci fa divertire nei dibattiti. E poi, suvvia, non sia mai che una grande impresa che chiude o si ridimensiona possa creare drammi sociali. Quelli accadono soltanto alle piccole e medie imprese, che sin qui hanno fatto una strage occupazionale rigorosamente silenziosa. Avanti così, ministro.

Phastidio.net

domenica, novembre 03, 2013


GIORNATE BLANDE ..... UN PO' DI RITMO.

sabato, ottobre 12, 2013



Il comunicato con cui il governo italiano “esprime soddisfazione per la volontà di Poste SpA di partecipare, come importante partner industriale, all’aumento di capitale di Alitalia”, è un esempio da manuale di come sia possibile partire dal presupposto che i cittadini-elettori siano in realtà dei minus habens o profondamente disinformati, forse perché in altre faccende affaccendati (le loro vite, ad esempio), oppure sufficientemente rimbecilliti dalla visione dei talk show politici che, mai come in questa fase della vita del paese, rappresentano le vere armi di distrazione di massa.
Poste Italiane, si diceva. Che dovrebbero sottoscrivere la ricapitalizzazione di Alitalia per 75 milioni, divenendone azionista al 25%, come Air France. Difficile sfuggire alla sensazione che questo sia un dirottamento in piena regola dello statuto di Cassa Depositi e Prestiti, a cui è impedito di partecipare al capitale di aziende in dissesto. Che poi questa si configuri come una “operazione-ponte” nello stesso momento in cui il governo presenta Poste Italiane come “partner industriale” è soltanto una fiaba lisergica,  l’ultima di una lunga serie. Questo è solo l’ennesimo ponte verso il nulla, realizzato gettando dalla finestra denaro di una entità (Poste Italiane) che appare in salute economica e finanziaria grazie alla componente finanziaria della propria gestione, quella legata al Bancoposta ed all’esercizio delle assicurazioni vita.
E questo gigantesco sussidio incrociato, grazie al quale non siamo ancora riusciti né ad intervenire sul core business del recapito né a tentare la quotazione in borsa di Poste Italiane, permette di giungere oggi a questa “soluzione” senza capo né coda, mentre dovremmo solo chiedere conto del danno erariale a Silvio Berlusconi, il Grande Leader che ha portato il paese sull’orlo del dissesto (anche oltre, in realtà), con l’alacre collaborazione del Partito democratico e delle sue primordiali pulsioni pansindacali. A questo riguardo, citazione d’onore per il segretario-ponte (anch’egli verso il nulla) del Pd, Gugliemo Epifani, che ci ha informati, col suo aplomb da funzionario della ex DDR, che “in Germania Deutsche Post è azionista di Lufthansa”. Le cose stanno in termini un po’ differenti, visto che si tratta di una joint venture limitata al settore cargo, e pure molto problematica. Ma si sa, questo è il paese del fact checking.
Si diceva del comunicato del governo. In particolare, di questo passaggio:
«Le sinergie industriali tra Alitalia e Poste, anche attraverso la compagnia aerea controllata Mistral Air, includono i settori del trasporto passeggeri e cargo – in coerenza con la strategia di sviluppo dell’e-commerce -, della fidelizzazione clienti nonché la condivisione delle infrastrutture logistiche, informatiche e di controllo. La cooperazione, anche azionaria, tra settori dei servizi postali, di logistica ed aerei trova numerosi precedenti europei ed internazionali, ad esempio in Francia e Germania»
Ora, che possano esistere “sinergie industriali” tra Alitalia e Poste Italiane, e che si riesca pure a citare Mistral Air, la compagnia fondata da Bud Spencer un trentennio addietro, che vanta ben 7 (sette) aeromobili e che ogni anno scava diligentemente una piccola voragine nei conti di Poste Italiane, è segno del più assoluto disprezzo per l’intelligenza dei cittadini. Mistral Air, come potete esaustivamente leggere qui, era già stata posta illo tempore da Corrado Passera (nome assai ricorrente, nelle italiche vicende) sulla rampa di lancio della dismissione (o più probabilmente della liquidazione), causa rosso cronico. Nel frattempo si arrabatta con due attività antitetiche, che fanno perno sulle illusioni (il turismo religioso) e sui drammatici risvegli alla realtà (le espulsioni ed i trasferimenti di immigrati clandestini). Forse si pensa di poter saturare la capacità produttiva di Alitalia nello stesso modo, chissà.
Che dire, quindi? La speranza è che Air France continui a rifiutare di sottoscrivere pro-rata la propria parte di aumento di capitale, per giungere a tirare le conclusioni. Ma forse siamo troppo ottimisti: per salvare Alitalia non vorremmo che qualcuno si inventasse una manovra sulle accise.

Tratto da Phastidio.net