Visualizzazione post con etichetta RISPARMIO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RISPARMIO. Mostra tutti i post

lunedì, febbraio 24, 2014



"Se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot non credo che se le togli 25 o 30 euro  avra' problemi di salute. Vediamo". A In mezz'ora, il programma di Lucia Annunziata su Rai Tre,  il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio non esclude un aumento della tassazione dei Bot.
Ecco il primo pensiero del politico italiano che non vede al di là del proprio naso.
La vecchina , si chiede il bravo politicante, come fa ad avere tutti quei soldi in banca, sicuramente li ha frodati allo Stato.
Bene, ce li riprendiamo!
Poco importa se già tassare i titoli di stato di per sé è una cosa poco logica.
Lo stato ha bisogno di soldi e li chiede ai risparmiatori che evidentemente li hanno e glieli prestano chiedendo un interesse.
 Fin qui tutto normale, facendo un parallelo  uno di noi ha bisogno di un prestito va in banca li chiede se glieli danno dovrà restituirli con un interesse ,oltre alle spese già sostenute per l'apertura della pratica.
Lo stato invece ti tassa l'interesse che fatto 100 te ne dà 87,5.
Appurato dalle Forze dell'ordine preposte che la signora anziana ha regolarmente pagato tutte le tasse sui suoi averi compreso il pagamento del canone RAI, ecco che il bravo politico ancora non comprende la parola risparmio, da lui considerata attività illecita.
Non capisce che uno possa guadagnarli e non spenderli tutti quei soldi e quindi risparmiarli magari tirando la cinghia lui e famiglia.
Qualcuno dirà -che vita squallida- certo, ma nessuno obbliga nessuno e quindi contenti tutti.
Ci sono poi quelli fortunati che guadagnano molto, spendono molto ma non tutto e risparmiano, sempre lecitamente intendiamoci.
Non per il politico. Lui  misura tutto con il suo metro, il cittadino è malfattore fino a prova contraria.
E' ora di riappropriarci della parola risparmio.
Risparmio significa spendere meno per il sistema politico attuale completamente fuori controllo, per poter investire sul futuro di questo Stato.
Tassazione dei loro stipendi al 38% come applicato a tutti i redditi superiori ai 28000,01 €uro, tranne i loro.
Togliere tutti i benefit dei quali godono loro e tutti i loro familiari.

Non credo che se gli togli 25 - 30000,00 €uro all'anno avranno problemi di salute.

Speriamo che con i soldi del canone appena versati dagli Italiani le trasmissioni che trattano argomenti politici siano in grado di selezionare gli intervistati in modo da evitare dichiarazioni cretine, E' L' EUROPA CHE CE LO CHIEDE !!!

Ciao Cutti


sabato, dicembre 28, 2013

LA BUGIA DELLE RENDITE FINANZIARIE TASSATE A LIVELLI MOLTO BASSI NEL BEL PAESE.
FACCIAMO UN ESEMPIO CON L'INVESTIMENTO DI 100000,00 €URO IN UN ANNO.

Scorrendo le offerte delle banche italiane, scoprite che i depositi vincolati ad un anno oscillano oggi intorno al 2% di rendimento. Questo passa il convento, poco da fare e da dire. E va ancora bene che, al momento, si tratti di rendimento reale (cioè al netto dell’inflazione) ancora positivo. Va bene al risparmiatore, s’intende. Per il debitore il discorso è lievemente diverso. Ovviamente, inferire che il rendimento reale è positivo è un’ipotesi pure sbilenca, visto che non sappiamo a quanto ammonterà l’inflazione cumulata nei prossimi dodici mesi. E’ in effetti da strabici confrontare il tasso d’inflazione tendenziale (che misura l’inflazione degli ultimi 12 mesi), con l’interesse che ci sarà corrisposto un anno da oggi. Ma non sottilizziamo, le tradizioni serviranno pure a qualcosa, no?
Al termine dell’anno di durata del vostro investimento, l’interesse lordo sarà di 2.000 euro. A questa somma bisogna togliere l’imposta sostitutiva del 20%, e dovreste essere grati ai numi protettori dei rentier, visto che l’ipotesi di portare l’aliquota al 22% è nel frattempo stata accantonata da governo e parlamento. Quindi il vostro interesse monetario netto scende a 1.600 euro.
Ma anche no, visto che bisogna pagare la patrimonialina del 2 per mille sul valore del deposito. Sono altri 200 euro (sarebbero di più se l’interesse vi fosse stato immediatamente accreditato in conto, ma non sottilizziamo). Quindi, facendo i conti del salumiere (con rispetto parlando per i salumieri), scopriamo che il nostro interesse netto, al netto della patrimoniale, scende a 1.400 euro. Prima che qualche prestigioso accademico levi il ditino e vi faccia presente che non è correttissimo sommare un’imposizione patrimoniale (cioè sul capitale) a quella sui proventi del capitale, rispondete che si tratta comunque di soldi che vi verranno asportati dal conto al termine dell’anno di investimento.
Alla fine, sempre in modalità salumiere, scoprite che di quel 2% di interesse sul conto di deposito, vi è stato amputato il 30%. Trenta per cento. A questo punto, preso atto che siete a tutti gli effetti divenuti parte di quel “gruppo di pressione” che vive di rendite finanziarie e che ostruisce il raggiungimento della felicità dei poveri lavoratori (categoria alla quale appartenete anche voi, con alta probabilità, ma sono granelli di polvere nel Grande Fiume della Storia), dovreste comunque essere soddisfatti perché questa vostra esperienza vi titola implicitamente ad argomentare colpendo vigorosamente mediante suola delle calzature il posteriore del prossimo politico o sindacalista che dirà che “il lavoro è tassato come minimo al 23%, le rendite finanziarie al 20%, non è giusto”.
Potreste premettere che manco quello era vero, visto che la prima aliquota marginale Irpef (quella del 23%) implica un’aliquota media intorno al 17-18%, ma sono sottigliezze. Volendo, potreste pure argomentare che, giunti a questo punto, meglio sarebbe mettere i proventi delle attività finanziarie in dichiarazione dei redditi, tassati ad aliquota marginale dopo applicazione di una franchigia che tuteli i piccoli risparmiatori.
Comunque vogliate argomentare, cari rentier, sappiate che questo è solo l’inizio, per voi non ci sarà scampo. Trovata la via della tassazione del risparmio, in un paese come l’Italia, la strada è tutta in discesa. Come le consistenze del risparmio medesimo, in un paese sempre più vecchio ed in crisi esistenziale. E’ l’era della Grande Compensazione tra debito pubblico e ricchezza privata, bellezza, e tu non puoi farci niente. Niente.
Ed ora, accendete la televisione: c’è l’ultimo talk show politico, in cui l’anchor prende le misure al politico di turno con la domanda del sempreverde gioco di società italiano: “ma lei, ad esempio, è favorevole ad una patrimoniale?“

Tratto da Phastidio.net